21 novembre 2010

Tumori, attese record per la diagnosi !

Tumori, fino a 340 giorni d’attesa per una ecografia. Ed intanto chissà che fine farà il paziente. Numeri da record negativo quelli presentati dal Rapporto “Diritti non solo sulla Carta” composto da Cittadinanzattiva e dal Tribunale dei diritti del malato.

Per essere sottoposti ad una Tac i numeri non migliorano assolutamente: si arriva fino a 220 giorni. E buttando un occhio sulle liste di attesa per le operazioni, prende lo sconforto se si pensa che per un intervento di chirurgia generale bisogna attendere un anno intero e che per uno di ortopedia l’attesa minima è pari a 18 mesi.

Il rapporto le definisce “violazioni del tempo” e sono niente di più che una fotografia fedele delle liste di attesa tradizionali e di quelle per l’accertamento dell’invalidità civile e dell’handicap. Tra gli esami che procurano più attesa vi è quello della ecografia addominale, che ha rappresentato il 27,3% delle segnalazioni dei pazienti nel 2009, con un incremento del 3,9% rispetto al 2008. Di contro, sono scesi i tempi di attesa per ciò che riguarda la mammografia, l’ecodoppler e la risonanza magnetica.

La cosa che lascia più sconcertati dell’intero rapporto è il fatto che la branca medica archiviante la maggiore attesa per ciò che riguarda le visite specialistiche, è quella dell’oncologia: proprio quella che per la sua particolare natura dovrebbe basare sulla velocità di intervento l’assistenza dei malati. A questo si aggiunge un tendenza davvero impensabile: è stata infatti rilevata dal rapporto, una crescita degli errori medici, ancora una volta, per ciò che riguarda le patologie oncologiche.

Nel rapporto questo pericoloso fattore viene sottolineato con solerzia.

Il boom negativo dell’oncologia merita un’attenta analisi. Il trend in aumento potrebbe essere determinato dall’accresciuta sensibilità dei cittadini ma temiamo che sia determinato dalle difficoltà di accedere, in tempi utili, ad accertamenti diagnostici, dai macchinari vecchi, da un’organizzazione inadeguata e dalla mancanza di formazione del personale, soprattutto per la lettura delle immagini