03 marzo 2015

Infertilità e riserva ovarica


La riserva ovarica si riduce con l’età e correla anche con il profilo di rischio cardiovascolare e glico-metabolico




La fertilità femminile, diversamente da quella maschile, decresce con l’età, a seguito della progressiva riduzione della riserva ovarica, cioè del numero e della qualità degli ovociti; un processo esponenziale e irreversibile che inizia al momento della nascita e termina con la menopausa. La riserva ovarica è un indice della potenzialità riproduttiva e una sua diminuzione è predittiva di maggiori difficoltà del concepimento naturale e di possibili fallimenti con le tecniche di fecondazione assistita. La determinazione della riserva ovarica si basa sul rilevamento dei seguenti parametri: FSH basale, Inibina B, estradiolo, LH, indice LH/FSH, risposta alla GnRH, volume ovarico, conta dei follicoli antrali (AFC), flusso ematico stromale ovarico.

Uno studio recente, condotto su 136 donne (67 con sindrome metabolica e 69 controlli), in diverse fasce di età (20-29; 30-39; 40-49 anni), ha dimostrato che le donne con sindrome metabolica, in particolare quelle nella fascia di età 20-29 anni, hanno una riserva ovarica ridotta.

La diagnosi di sindrome metabolica, caratterizzata da insulino-resistenza, richiede nelle donne almeno 3 dei seguenti criteri:

  • Obesità addominale : circonferenza vita 88 cm;
  • Trigliceridi ≥150 mg/dL;
  • HDL<50 mg/dL;
  • Pressione arteriosa>130/85;
  • Iperglicemia a digiuno: 110 mg/dL

Oltre al riscontro di una correlazione negativa tra volume ovarico e sindrome metabolica, gli autori hanno riscontrato una correlazione positiva tra volume ovarico e AFC e una correlazione negativa di entrambi con l’età.

L’iperglicemia correla con irregolarità mestruali e una riduzione della riserva ovarica: studi precedenti hanno evidenziato una correlazione negativa tra iperglicemia, regolarità dei cicli mestruali e fertilità, una riduzione del volume ovarico e dell’AFC nelle donne con diabete di Tipo 2, nella fascia di età 20-29 anni, infine, un rischio più elevato di menopausa precoce, quindi una ridotta riserva ovarica, nelle donne con diabete di Tipo 1.

L’obesità è considerata un fattore di rischio per la salute in generale, con effetti negativi sul potenziale riproduttivo, sull’ovulazione e sulla funzione del GnRH. Diversi studi hanno evidenziato una correlazione negativa tra BMI>30 e riserva ovarica, con un maggiore rischio di fallimento nelle tecniche di fecondazione assistita. Inoltre, l’obesità è un fattore di rischio indipendente di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), che comporta iperandrogenismo, bassi livelli di LH, iperinsulinemia, sovrappeso/obesità e ridotta qualità degli ovociti.

La riserva ovarica sembra quindi intimamente correlata al profilo di rischio cardiovascolare e glicometabolico, con aspetti ancora da chiarire mediante ulteriori studi. In attesa di saperne di più, si può sicuramente migliorare la “prognosi riproduttiva” con uno stile di vita sano e ridurre le aspettative della fecondazione assistita quando si supera “una certa età”. 

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