11 marzo 2015

Sindrome dell'ovaio policistico - PCOS, Acne, Caduta dei Capelli, Amenorrea, Infertilità

Innanzitutto dobbiamo capire di cosa parliamo ???

La sindrome dell'ovaio policistico (sigla PCOS, derivante dall'inglese PolyCystic Ovary Syndrome) o anche denominata Policistosi ovarica, Sindrome di Stein-Leventhal e Micropolicistosi ovarica. E' una patologia endocrino-metabolica che colpisce in tutto il mondo il 5-10 per cento della popolazione femminile in età fertile ed è pertanto il disordine ginecologico più comune delle donne in età riproduttiva.
È la causa più frequente di infertilità femminile. Le ovaie policistiche sono visibili con una semplice ecografia, ma la sindrome è ben di più, è la compresenza di almeno tre sintomi, incluso o escluso quello ecografico.
Le cause non sono state completamente individuate, anche se attualmente è largamente accettata la causa genetica. Importante è capire che se hai la sindrome sei una donna "normale", è caratteristica di 1 donna su 10.



- Ci vuole però un minimo di accortezza in più e un ginecologo che ti sappia seguire
I sintomi più comuni sono: Anovulazione (infatti la PCOS è anche detta anovulazione iperandrogenica), eccesso di ormoni androgeni, resistenza all'insulina.
L'anovulazione si manifesta come mestruazioni irregolari, amenorrea e infertilità dovuta ai processi relativi all'ovulazione. Lo Squilibrio ormonale causa acne e irsutismo. Resistenza all'insulina provoca obesità, diabete di tipo 2, ipercolesterolemia.
SINTOMATOLOGIA ESTREMAMENTE SOGGETTIVA: I sintomi e la gravità della sindrome variano da soggetto a soggetto.

Adesso che sapete di cosa parliamo, approfondiamo alcuni concetti !!!
- La componente genetica sembra essere ereditata in modo autosomico dominante con elevata penetranza genetica ma espressività variabile nelle femmine.
- La gravità dei sintomi PCOS sembra essere in gran parte determinata da fattori come l'obesità.
- E' una malattia complessa multi-sistemica, dove il problema principale è una disregolazione ormonale nell'ipotalamo, con il conseguente coinvolgimento di molti organi.
- La PCOS può essere collegata o aggravata dall'esposizione a fattori con impatto epigenetico durante il periodo prenatale: sostanze ad uso industriale che interferiscono con il sistema endocrino come il bisfenolo A e alcuni farmaci.
Ho la sindrome se ???
Per definire la sindrome si utilizzano generalmente due criteri diagnostici:
    Il primo è stato elaborato nel 1990 dal NIH/NICHD; per fare diagnosi di PCOS devono essere presenti: (1) iperandrogenismo (clinico o biochimico), (2) oligomenorrea o amenorrea, e (3) esclusione di altri disordini che causano ovaio policistico.
    Il secondo, attualmente il più utilizzato, è stato proposto nel 2003 da un gruppo di ricerca dell’ESHRE/ASRM, il gruppo di Rotterdam. Per porre diagnosi la paziente deve presentare almeno due dei tre sintomi seguenti: (1) oligo- o amenorrea con anovulazione, (2) iperandrogenismo, (3) cisti ovariche osservate mediante l’ecografia (con esclusione di altri disordini che possano causare cisti ovariche).
Sintomi ed indizi
-    Alterazioni del ciclo mestruale, per esempio oligomenorrea (ciclo di durata superiore a 35 giorni) e l’amenorrea (assenza di mestruazioni);
-    Infertilità femminile, che si verifica nella maggior parte dei casi a causa dell’anovulazione cronica;
-    Alopecia androgenica, ossia perdita dei capelli tipica del sesso maschile;
-    Acne, pelle unta e dermatite seborroica;
-    Acanthosis nigricans, ovvero la presenza di macchie scure sulla pelle;
-    Molluschi penduli (fibromi molli);
-    Prolungati periodi di sindrome premestruale, con sintomi come gonfiore addominale, sbalzi di umore, cefalea, dolore alla zona pelvica, ritenzione idrica e mal di schiena;
-    Apnea nel sonno;
-    Elevati livelli nel sangue di ormoni maschili (androgeni), nello specifico testosterone, androstenedione e DHEAS, che causano irsutismo e talvolta mascolinizzazione;
-    Obesità centrale, ossia obesità che si concentra nella metà inferiore del torace, dando al tronco la caratteristica forma a mela;
-    Cisti multiple nella zona sottocorticale delle ovaie, che ad un esame ecografico possono rassomigliare ad una collana di perle;
-    Ingrossamento delle ovaie a causa delle cisti (le ovaie possono raggiungere dimensioni da 1.5 a 3 volte maggiori della norma);
-    Superficie ovarica spessa, liscia, color perlaceo;
-    Rapporto tra livelli di LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone stimolatore del follicolo) maggiore di 2.5, quando vengono misurati al terzo giorno del ciclo mestruale;
-    Bassi livelli di SHBG (globulina che trasporta gli ormoni sessuali);
-    Iperinsulinemia per aumentata resistenza all'insulina dei tessuti periferici e conseguente ridotta tolleranza glucidica.
Rischi
Le donne che soffrono di questa sindrome corrono il rischio di:
-    Iperplasia e carcinoma dell'endometrio (tessuto di rivestimento interno dell'utero): vi è un'iperstimolazione prolungata delle cellule endometriali da parte degli estrogeni, a causa del loro eccesso e della carenza di progesterone, che normalmente controbilancia tale azione proliferativa. Si può avere perciò un ispessimento del rivestimento uterino che, alla lunga, può sfociare nella neoplasia;
-    Insulino-resistenza o diabete mellito, che sono conseguenze dell'iperinsulinemia;
-    Ipertensione;
-    Disturbi del metabolismo lipidico (prevalentemente dislipidemia);
-    Malattie cardiovascolari.


Diagnosi
Non tutte le donne affette da PCOS hanno ovaie policistiche (PCO), ed è altrettanto vero che non tutte le donne con cisti ovariche sono affette da PCOS; sebbene un'ecografia pelvica sia uno strumento diagnostico fondamentale, non è il solo. La diagnosi può essere difficoltosa, soprattutto per la notevole variabilità di sintomi (e questo conferma il perché si parla di sindrome e non di malattia).
-    Ecografia pelvica alla ricerca di cisti ovariche. Queste sono il risultato della mancata ovulazione, e riflettono i disordini mestruali tipici di tale condizione. Nella mestruazione fisiologica un follicolo dominante viene selezionato ad ogni ciclo mestruale e dopo l'ovulazione, esso collassa e scompare. Nella PCOS, la mancata ovulazione porta il follicolo a rimanere nelle ovaie per molti mesi. Si possono trovare 10 o più follicoli per ovaio che possono assumere l'aspetto ecografico di una "collana di perle". Anche le dimensioni dei follicoli sono da 1,5 a 3 volte più grandi rispetto a quelli normali.
-    Elevati livelli sierici di androgeni incluso il DHEAS ed il testosterone: il dosaggio del testosterone libero è una metodica più specifica (cioè riduce il numero dei falsi positivi) rispetto a quello del testosterone totale; il free androgen index è spesso utilizzato come sostituto.
-        Altre analisi ematiche sono molto utili nella PCOS. Il rapporto LH/FSH è maggiore di 1, al 3º giorno del ciclo mestruale. Tale pattern non è però molto specifico ed è presente in meno del 50% in uno studio. Spesso vi sono bassi livelli di globulina che lega gli ormoni sessuali (SHBG).
Procedure diagnostiche aggiuntive (da applicare in casi selezionati):
-      Chirurgia laparoscopica: rivela un ovaio translucido, liscio, di volume aumentato (questa procedura serve ad eseguire dei prelievi bioptici del tessuto ovarico, cosa che non si effettua di routine nella PCOS).
Procedure diagnostiche per le condizioni associate di rischio
-       Profilo lipidico ed analisi ematiche a digiuno
-        Test di tolleranza del glucosio a 2 ore dalla somministrazione orale di glucosio (OGTT) nelle pazienti con fattori di rischio (obesità, storia familiare, storia di diabete gestazionale): questi possono mostrare un'alterata tolleranza glucidica (insulinoresistenza) nel 15-30% delle donne con PCOS. Un diabete franco può essere riscontrato nel 65–68% delle donne affette da questa sindrome.
Esclusione di altre endocrinopatie mediante dosaggi ormonali:
-  Prolattina per escludere iperprolattinemia
-  TSH per escludere un ipotiroidismo
-  17-idrossiprogesterone per escludere il deficit di 21-alfa idrossilasi.

Terapia
La terapia deve tendere a rompere il circolo vizioso dell'anovulazione cronica. Si basa pertanto su:
-    correzione dello stile di vita mediante dieta e attività fisica. La conseguente perdita di peso e la riduzione della massa adiposa comporta un miglioramento dell'insulinoresistenza, una minor produzione periferica di androgeni e una minore trasformazione di questi ultimi in estrogeni. Spesso la sola attività fisica, associata ad adeguate misure dietetiche, stimola la crescita dei follicoli e il ripristino spontaneo dell'ovulazione.
-    diminuzione della secrezione androgenica ovarica (resezione ovarica cuneiforme o contraccezione orale)
-    aumento della produzione di FSH (p.e. terapia con clomifene)
-    miglioramento del microambiente periovarico (miglioramento della condizione di resistenza insulinica tramite metformina)
-    supplementazione vitaminica con acido folico come adiuvante

PER LA TERAPIA IN REALTA’ CONVIENE AVERE UN GINECOLOGO DI FIDUCIA
ESSENDO ESTREMAMENTE VARIABILE ED ESSENDO MOLTISSIME LE SFACCETTATURE SULLE QUALI SI PUO’ AGIRE PER STABILIZZARE IL QUADRO

A disposizione
Dr. Salvatore Di Leo