21 gennaio 2016

Tumore Dell'Ovaio

Tumore all'ovaio (dalla prevenzione alla cura)

    In cosa consiste il tumore dell'ovaio?
Quali sono i fattori di rischio principali del tumore dell'ovaio?
Come si fa Diagnosi di tumore dell'ovaio ? Come si identifica precocemente il tumore dell'ovaio?
Come si cura il tumore dell'ovaio ?
Cosa accade dopo le terapie per il tumore dell'ovaio??



Da cosa origina e quali tipi di tumore dell'ovaio esistono?
  • Epiteliali: ad origine dalle cellule dell'epitelio ovarico (lo strato che riveste la superficie esterna) o dall'epitelio della tuba, e sono i più frequenti;
  • Germinali: originano dalle cellule germinali (da cui si sviluppano gli ovociti); sono più facilmente sviluppati in età giovanile ed hanno, fortunatamente, una prognosi favorevole poiché rispondono bene alla chemioterapia, rispetto ai precedenti;
  • Stromali: originano dallo stroma interno, il tessuto di sostegno dell’ovaio, e per tale motivo, essendo contenuti all'interno, scoperti in stadi più precoci e caratterizzati da malignità minore, sono sicuramente quelli a prognosi migliore.

Quando una DONNA è da considerarsi a rischio aumentato per lo sviluppo del tumore dell'ovaio?
In quali casi cioè, rispetto alla media, il rischio è superiore... identifichiamone i fattori di rischio !

Fattori ormonali a rischio per tumore dell'ovaio
  • avere avuto più di un figlio;
  • avere allattato al seno;
  • non avere avuto figli;
  • la comparsa anticipata del menarca (prima mestruazione) o una menopausa tardiva.
Stile di vita che può favorire il tumore dell'ovaio
  • Essere in sovrappeso può aumentare il rischio di malattia, non in tutte le donne
  • Un'alimentazione ricca di grassi animali e povera di verdura fresca può contribuire ad accrescere il rischio (effetto generale su tutti i tumori, presente in quello dell'ovaio)
Fattori genetici implicati nel tumore dell'ovaio
  • Un’alterazione genetica ereditaria in famiglia comporta un rischio aumentato pari a 5-10 casi su 100 (5-10%), 


Diagnosi di tumore dell'ovaio: ci sono sintomi, quali sono? Quali esami bisogna eseguire ?
(aspecifico è un sintomo che può essere presente nel tumore dell'ovaio ma anche in altre patologie, quindi non è indicativo necessariamente della presenza del tumore)
  • disturbi gastrointestinali (aspecifico)
  • sensazione di distensione (pressione) a livello della pelvi (aspecifico)
  • dolore diffuso, gonfiore addominale (aspecifico)
  • mancanza di respiro (aspecifico)
  • se si sente una massa dura palpabile addominale, questo è un elemento su cui porre attenzione, purtroppo spesso è caratteristico di stadi avanzati
  • tutti i sanguinamenti vaginale dopo la menopausa vanno approfonditi con una visita nel più breve tempo possibile e trattati con attenzione e ricontrollati
Ecco gli esami da eseguire per prevenire e\o identificare il tumore dell'ovaio
  • esplorazione pelvica bimanuale: visita vaginale, controllo della cervice e dell'utero, palpazione delle ovaia
  • ecografia (se si hanno avuto rapporti, quella trans-vaginale ha una qualità nettamente superiore e va richiesta sempre in maniera preferenziale, altrimenti ricordiamo di bere mezzo litro di acqua un'ora prima dell'ecografia e non urinare per presentarsi a vescica piena e migliorare la visualizzazione trans-addominale)
  • Esame ematico CA 125: sostanza rilasciata dalle cellule nella circolazione sanguigna, che potrebbe aumentare in presenza di tumore (aumenta anche in caso di altre patologie infiammatorie, quindi che sia aumentato non significa che ci sia il tumore), (aspecifico)
  • Esame radiologico clisma con bario: serie di radiografie per la valutazione dell’apparato gastro-digerente, (non sempre necessario, può essere di aiuto per differenziarlo da patologie intestinali)
Altri esami
  • Agoaspirato: quando nell'addome o nel torace si forma liquido, il medico può prelevare un campione per accertare l’eventuale presenza di cellule tumorali con esame citologico.
  • Laparoscopia: è un intervento chirurgico che consente al medico la visione diretta degli organi interni dell’addome, a seconda dello stadio può essere utilizzato per effettuare anche l'intervento, è un intervento che prevede l'ingresso dall'ombelico e piccoli accessi di 5-10 mm.
  • Laparotomia: consiste nell’apertura dell’addome attraverso un incisione di maggiore dimensione; ha un impatto chirurgico maggiore e un post-operatorio più traumatico, viene pertanto utilizzata solo quando non è possibile effettuare l'intervento con la laparoscopia

Cosa bisogna capire prima di decidere che terapia eseguire per curare il tumore dell'ovaio?
  • stadio del tumore (esistono delle stadiazioni recuperabili su internet e delle linee guida approvate e diffuse in tutto il mondo, i centri che hanno un'unità di oncologia ginecologica sono sicuramente preparati e aggiornati con le ultime stadiazioni e terapie);
  • tipo e dimensione del tumore dell'ovaio;
  • età, condizioni generali di salute della paziente (malattie concomitanti possono influire intervento e capacità di reazione successiva);
  • tumore dell'ovaio di nuova diagnosi o recidiva.
Come si cura il tumore dell'ovaio? 

1. Intervento chirurgico di asportazione del tumore dell'ovaio
2. Chemioterapia con farmaci specifici (terapia biologica e chemioterapia in dosi elevate)
3. Radioterapia

Questo passaggio va gestito con cura e secondo protocolli internazionali, che permettono di massimizzare al massimo la possibilità di eliminare il tumore al primo intervento e consolidarlo con le opportune terapie successive (un bravo chirurgo - un bravo oncologo - un bravo radioterapista).

Bravo = Esperienza = Serietà = Chiarezza = Equipe dedicata = Migliori possibilità di guarigione

Cosa succede dopo? Ci sono problemi per la vita sessuale? Si va incontro alla menopausa precoce? Si possono avere ancora figli?

Le ovaie svolgono una funzione endocrina (producono gli ormoni sessuali femminili) e una funzione riproduttiva. Queste funzioni, rimuovendo le ovaie, vengono meno !
Incidenza
In Italia si diagnosticano, ogni anno, poco meno di 5000 casi di cancro dell’ovaio, la maggior parte dei quali in fase già avanzata. Di conseguenza, la percentuale di mortalità è ancora elevata, al punto da farne la 4° causa di morte nelle donne.
Il rischio di ammalarsi è basso nelle donne giovani e aumenta con l’età; 8 casi su 10 hanno un'età superiore a 50 anni. 
La chirurgia è il trattamento di prima scelta per il tumore dell’ovaio ed è fondamentale sia nei casi apparentemente iniziali per definire la reale diffusione del tumore, sia nei casi avanzati per eliminare tutto il tumore visibile. Se la malattia è in fase iniziale, l’intervento chirurgico può essere risolutivo. Quando il tumore è limitato all’ovaio o alle ovaie, l’intervento mira ad asportare la massa tumorale e ad eseguire varie biopsie per stabilire la reale diffusione della malattia.
Le opzioni terapeutiche standard per il tumore epiteliale dell’ ovaio sono:
- Isterectomia totale: consiste nella rimozione dell’utero e della cervice.
Se eseguita attraverso la vagina, è chiamata colpoisterectomia; se con incisione sull'addome è detta la laparotomica. Nei centri di maggior rilievo e capacità questi interventi in alcuni stadi vengono eseguiti anche per via laparoscopica, attraverso tre piccole incisioni di 5-10 mm.
- Annessiectomia monolaterale: è l’intervento di asportazione di un ovaio e di una salpinge (o tuba di Falloppio).
- Annessiectomia bilaterale: è l’intervento di rimozione di entrambe le ovaie e tube.

Alle donne giovani affette da malattia in stadio iniziale e desiderose di avere figli, il chirurgo può proporre un intervento conservativo, preservando almeno un ovaio (o congelando una parte del tessuto ovarico in previsione di una inseminazione) con la sua tuba e l’utero.
Una delle paure più frequentemente espresse dalle donne che hanno subito un’isterectomia riguarda le ripercussioni dell’intervento sulla vita sessuale. Bisogna tener presente che l’intervento chirurgico non compromette le vie nervose periferiche da cui nascono e attraverso cui si sviluppano le sensazioni del piacere sessuale, ma poiché è importante consentire alla ferita di cicatrizzare nel miglior modo possibile, i medici solitamente consigliano di aspettare almeno otto settimane prima di riprendere l’attività sessuale.
Nelle donne giovani, che sono ancora in età fertile, l’asportazione delle ovaie causa la menopausa precoce con gli effetti che questa comporta (vampate di calore, secchezza della cute, secchezza della vagina, dolore durante il rapporto, calo del desiderio e osteoporosi). Nella maggior parte dei casi questi disturbi possono essere controllati utilizzando terapie ormonali a basso dosaggio (che sono di solito sconsigliate nei casi a più alto rischio di recidiva e sottoposti a chemioterapia), gel lubrificanti da utilizzare prima dei rapporti sessuali o terapie mirate a rinforzare le ossa.
Dopo l’isterectomia un senso di perdita accompagna soprattutto le donne che sono ancora in età fertile e che, in conseguenza di un intervento necessario per la salute, non potranno più avere figli. Tutte le pazienti, a prescindere dall’età, potrebbero sentirsi colpite nella loro identità femminile. Si tratta di stati d’animo comuni a molte donne nel periodo post-operatorio. Potrebbe essere utile condividere le proprie ansie e paure con il partner oppure parlare anche con uno psicologo.

Noi siamo a vostra disposizione con un team in grado di offrire tutto quello che si può fare per identificare e curare questa malattia e supportare la donna prima, durante e dopo.

Cordiali saluti, sperando di essere stato chiaro.
Dr. Salvatore Di Leo